Le misure mareografiche a Trieste. Esiste ancora, nell'angolo tra la banchina settentrionale del Canal Grande ed il ponte attraversato dalla odierna via Roma, un idrometro, scolpito nella pietra e graduato in piedi e pollici parigini, che potrebbe risalire al 1785. Lo zero di tale idrometro, non più visibile, è noto come "Zero Ponte Rosso" : rappresenta all'incirca il livello delle basse maree di due secoli fa. E' probabile che l'idrometro del Ponte Rosso servisse per osservazioni saltuarie del livello del mare, utili per il transito delle imbarcazioni nel canale. Il primo mareografo a Trieste venne messo in opera dall' I.R. Governo Marittimo ed affidato in gestione all'Accademia di Commercio e Nautica. Lo strumento era sistemato nella "casa rossa" all'estremità del Molo Sartorio. L'idrometro per le misure di controllo era costituito da un tubo verticale in ghisa interrato nel molo ; l'orlo superiore di questo tubo, posto al livello del suolo, definisce lo "Zero del Molo Sartorio". Dati mareografici di Trieste vennero pubblicati a partire dal 1869 dalla Commissione per l'Adriatico. Nel 1925, demolita la "casa rossa", la stazione del Molo Sartorio venne spostata nella posizione attuale (45° 38' 50.5" N, 13° 45' 30.5" E ), passando in gestione prima all'Istituto Geofisico e quindi all'Istituto Sperimentale Talassografico di Trieste (IST). Lo "Zero del Molo Sartorio" si trova ora all'interno della cabina mareografica ; anche se non è più in uso, rappresenta comunque una quota di riferimento storicamente importante.



La misura del livello del mare. Il sensore impiegato è un distanziometro Micros ; la distanza tra la quota del sensore e la superficie dell'acqua è determinata in base al tempo di ritorno di un impulso sonoro. Lo strumento è stato tarato sia in laboratorio che nelle condizioni di impiego. Per l'uso mareografico, il sensore è stato montato alla sommità di un tubo in materiale plastico ad alta resistenza (lunghezza 6 m, diametro interno 16 cm), fissato verticalmente. Il tubo serve sia come pozzetto di calma che come guida d'onda per gli impulsi sonori. La sua estremità inferiore è chiusa ; due fori laterali (8 mm di diametro) a 10 cm dal fondo, con un rapporto tra la sezione d'ingresso e quella del tubo di circa 0.01, garantiscono un adeguato smorzamento del moto ondoso ed un ritardo di fase trascurabile per le onde di periodo superiore a 10 minuti. Il sensore SLU1 è programmato in modo da emettere, ogni 5 s, quattro impulsi sonori in rapida successione : dei quattro tempi misurati i due estremi sono scartati, e la media dei due tempi intermedi fornisce una misura "istantanea" della distanza verticale S0 tra la quota S0 del sensore e la superficie dell'acqua nel tubo idrometrico. Il programma di acquisizione dati, appositamente preparato, interroga il sensore in continuazione e media i dati di livello ogni minuto. Ad intervalli di 10 min vengono memorizzati il livello medio dell'ultimo minuto ed i due livelli estremi nell'intervallo, con gli istanti (il minuto) in cui si sono verificati. In conclusione, ogni misura di livello memorizzata è la media ottenuta in base a 24 impulsi sonori emessi nell'arco di un minuto. La distanza S0 viene corretta in funzione della temperatura dell'aria q e della temperatura dell'aria interna al tubo qS, misurata presso il sensore :

